Italia, nazione a forma di stivale, stretta e lunga, circondata dal mare. Sarà allora il destino se il nostro destino è quello di essere in mezzo al mare.
Qualsiasi cosa succeda in Italia, da 20 anni a questa parte, è un'emergenza, un problema, una tragedia.
Se nevica un po' di più in inverno, scattano subito i blocchi sulle strade, saltano le forniture di luce, gas e acqua e tanta povera gente per le inefficenze dello Stato (che a volte meriterebbe proprio la s minuscola).
I rifiuti non vengono raccolti perchè non si sa dove smaltirli e allora esplode l'emergenza rifiuti, emergenza che poi tanto emergenza non è, vista la durata e la prevedibilità.
La corruzione ci sovrasta, in tutti i campi e i settori della vita; dalla sanità alla scuola, dallo sport alla politica.
E forse proprio la politica è la vera emergenza dell'Italia, emergenza nel vero senso della parola perchè il decadimento che c'è ai giorni nostri è inesorabile, profondo e grave.
In Italia si è cristallizzata una classe dirigente, fatta da politici e politicanti, che nel silenzio di tutti o quasi ha costruito un sistema prettamente autoreferenziale, chiuso dall'interno e murato per chi dall'esterno ambisce ad entrarvi, anche solo per cambiarlo.
Nell'ignoranza di tutti hanno messo su un meccanismo che prevede un preventivo permesso da parte del capo politico per entrare all'interno del baraccone.
E come si ottiene il permesso? Amalgamandosi al capo politico, assumendo le sue somiglianze e perseguendo i suoi principi. Così si è creata una classe politica dedita esclusivamente al bene personale, con il solo fine di realizzarsi e realizzare il massimo personale profitto, anche a danno del profitto nazionale.
In questo modo, la res publica è diventata res privata.. E nel frattempo l'italiano medio litiga su Sanremo, discute sull'isola dei famosi e spia il grande fratello.

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