venerdì 24 febbraio 2012

Italia: la res publica diventa res privata

Italia, nazione a forma di stivale, stretta e lunga, circondata dal mare. Sarà allora il destino se il nostro destino è quello di essere in mezzo al mare.
Qualsiasi cosa succeda in Italia, da 20 anni a questa parte, è un'emergenza, un problema, una tragedia. 
Se nevica un po' di più in inverno, scattano subito i blocchi sulle strade, saltano le forniture di luce, gas e acqua e tanta povera gente per le inefficenze dello Stato (che a volte meriterebbe proprio la s minuscola).
I rifiuti non vengono raccolti perchè non si sa dove smaltirli e allora esplode l'emergenza rifiuti, emergenza che poi tanto emergenza non è, vista la durata e la prevedibilità. 
La corruzione ci sovrasta, in tutti i campi e i settori della vita; dalla sanità alla scuola, dallo sport alla politica.
E forse proprio la politica è la vera emergenza dell'Italia, emergenza nel vero senso della parola perchè il decadimento che c'è ai giorni nostri è inesorabile, profondo e grave.
In Italia si è cristallizzata una classe dirigente, fatta da politici e politicanti, che nel silenzio di tutti o quasi ha costruito un sistema prettamente autoreferenziale, chiuso dall'interno e murato per chi dall'esterno ambisce ad entrarvi, anche solo per cambiarlo.
Nell'ignoranza di tutti hanno messo su un meccanismo che prevede un preventivo permesso da parte del capo politico per entrare all'interno del baraccone
E come si ottiene il permesso? Amalgamandosi al capo politico, assumendo le sue somiglianze e perseguendo i suoi principi. Così si è creata una classe politica dedita esclusivamente al bene personale, con il solo fine di realizzarsi e realizzare il massimo personale profitto, anche a danno del profitto nazionale.
In questo modo, la res publica è diventata res privata.. E nel frattempo l'italiano medio litiga su Sanremo, discute sull'isola dei famosi e spia il grande fratello.

venerdì 10 febbraio 2012

Cane/padrone.... e viceversa

 Innanzitutto un libero pensiero: è bello sapere che nessuno ti legge perchè in fondo non si sente quell'obbligo di dover scrivere per forza qualcosa a cadenze temporali più o meno fisse; si scrive solo quando si ha voglia e/o tempo. Meglio così. Nemmeno conviene poi pubblicizzare chissà quanto questo blog.. Meglio lasciarlo un piccolo angolo intatto di paradiso.
Detto questo, andiamo a noi (noi inteso come plurale maiestatis!)
Mi domandavo se è destino dell'italiano medio avere come governante un "reggente temporaneo" dedito soprattutto all'insulto e allo sminuimento dello governato stesso.
Mi spiego meglio: in principio fu Silvio che definì gli italiani "coglioni" (solo quelli però che avrebbero avuto l'ardire di votare la sinistra, sinistra di che non si sa comunque!); poi venne Renatino che al popolo italico diede del bamboccione e del fannullone; ora ci sono i "nuovi" tecnici che hanno ben pensato di non abbandonare il solco già solcato e quindi si son lanciati in epiteti quali: sfigati, mammoni e monotoni.
E' così difficile governare, per quello che oggi significa, senza insultare i governati? Che colpa abbiamo noi, figli di un cognome che non apre nessuna porta, se la nostra unica colpa è appunto quella di portare un cognome che non apre nessuna porta? 
In fondo è facile non essere sfigati o mammoni se si è figli di un dio maggiore, in grado di aprire qualsiasi tipo di porta, anche quelle del paradiso. E' facile trovare il giusto lavoro se ad offrirtelo sono gli amici di famiglia. E' davvero monotono avere il posto fisso se ne hai 4 o 5, tra incarichi, cariche e scariche. Peccato però che non tutti possono vantare nel proprio curriculum un cognome universale per ogni tipo di porta o citofono. Peccato che oggi, bene che può finire ad una persona, è trovare un posto di lavoro precario. Quale posto fisso? 
E' un'era vigliacca la nostra! Non c'è dubbio. Non c'è riconoscenza per un popolo ignorante e analfabeta, affamato e assetato, che senza nulla chiederti e senza nulla pretendere, ti pone sul trono del potere.
Un popolo di bestie strane: pecoroni che si beccano tra loro come i capponi di Renzo e attorno gli uccellacci di Pasolini a guardare e sghignazzare. Strani essere insomma!
E' chiaro che ogni cane ha il padrone che si merita.. o ogni padrone ha il cane che si merita??

giovedì 12 gennaio 2012

In Italia la legge non è uguale per tutti

Anno nuovo, Italia vecchia.
Ecco perchè l'Italia, diseguale era e diseguale è rimasta.
Proprio oggi, la camera dei deputati (scritto volontariamente minuscolo) ha votato a maggioranza (di 309 contro 297, gli altri son NON pervenuti) contro l'arresto del deputato Nicola Cosentino, coordinatore regionale per la Campania del partito delle libertà (loro!) e indagato di essere affiliato della Camorra.
La legge italiana prevede un particolare meccanismo nei casi in cui viene richiesto l'arresto di un parlamentare: l'autorità giudiziaria chiede il permesso dapprima ad una speciale Commissione Parlamentare e successivamente tale richiesta deve essere approvata anche dalla Camera. 
Nel caso specifico, mentre la Commissione Parlamentare ha dato il suo benestare all'arresto; la camera (ancora una volta scritto volontariamente minuscolo) l'ha negato. 
Cosa è successo tra una votazione e l'altra?
Nulla di che.. Solo una trattativa tra Lega Nord e PdL, in cui si sono intrufolati anche i Radicali. Classico mercato delle vacche e degli asparagi. In Commissione, i rispettivi rappresentanti votarono per l'arresto; in parlamento (sempre volontariamente minuscolo) votarono per la libertà.
L'oggetto del mio scritto però non è questo.
Intendiamoci, tutto ciò rimane pur sempre un comportamento altamente amorale e delinquenziale, però non mi voglio soffermare su questo.
La mia attenzione si focalizza su altro.
Su questo: chi ha votato contro l'arresto, l'ha fatto affermando che non è giusto mettere in carcere della gente prima di una condanna.
Giusto! Son d'accordo.
Se si vuole essere garantisti al 100%, ergersi ad autorità giudicante e giuridica, esaminare le carte (o far finta di averle esaminate), decidere per la irrilevanza dell'accusa e quindi negare l'arresto, mi sta bene. Liberissimi di farlo. 
Perchè però farlo solo verso i parlamentari e non verso tutti gli indagati, i rinviati a giudizio e i carcerati non ancora condannati?
Rilancio: perchè allora non prevedere che si va in carcere solo a condanna definitiva?
Il povero cittadino (povero nel senso materiale e morale del termine) che non si trova a essere parlamentare, se viene trovato in possesso di stupefacenti finisce in carcere; lo stesso gli accade se viene accusato di associazione a delinquere, di affiliazioni alle mafie, di aggressione, ecc.. 
Per un parlamentare invece ciò non succede.
Perchè non porre tutti sullo stesso piano? Perchè si è garantisti verso i parlamentari e menefreghisti verso tutti gli altri cittadini? 
Le risposte possibili, a mio parere, son due; una data dal Manzoni qualche decennio fa, l'altra pensata da me.
La prima: lupo non mangia lupo. Punto.
La seconda: gli idioti siamo noi cittadini che per ignoranza, stupidità o anche per un brevissimo posto al sole, continuiamo a votare, votarli e avvallare il loro gioco prettamente autoreferenziale.
Ecco perchè l'Italia del 2012 è uguale a quella del 2011 e di tutti gli anni precedenti: prima esisteva una legge per i ricchi e una legge per i poveri; oggi pure.