Anno nuovo, Italia vecchia.
Ecco perchè l'Italia, diseguale era e diseguale è rimasta.
Proprio oggi, la camera dei deputati (scritto volontariamente minuscolo) ha votato a maggioranza (di 309 contro 297, gli altri son NON pervenuti) contro l'arresto del deputato Nicola Cosentino, coordinatore regionale per la Campania del partito delle libertà (loro!) e indagato di essere affiliato della Camorra.
La legge italiana prevede un particolare meccanismo nei casi in cui viene richiesto l'arresto di un parlamentare: l'autorità giudiziaria chiede il permesso dapprima ad una speciale Commissione Parlamentare e successivamente tale richiesta deve essere approvata anche dalla Camera.
Nel caso specifico, mentre la Commissione Parlamentare ha dato il suo benestare all'arresto; la camera (ancora una volta scritto volontariamente minuscolo) l'ha negato.
Cosa è successo tra una votazione e l'altra?
Nulla di che.. Solo una trattativa tra Lega Nord e PdL, in cui si sono intrufolati anche i Radicali. Classico mercato delle vacche e degli asparagi. In Commissione, i rispettivi rappresentanti votarono per l'arresto; in parlamento (sempre volontariamente minuscolo) votarono per la libertà.
L'oggetto del mio scritto però non è questo.
Intendiamoci, tutto ciò rimane pur sempre un comportamento altamente amorale e delinquenziale, però non mi voglio soffermare su questo.
La mia attenzione si focalizza su altro.
Su questo: chi ha votato contro l'arresto, l'ha fatto affermando che non è giusto mettere in carcere della gente prima di una condanna.
Giusto! Son d'accordo.
Se si vuole essere garantisti al 100%, ergersi ad autorità giudicante e giuridica, esaminare le carte (o far finta di averle esaminate), decidere per la irrilevanza dell'accusa e quindi negare l'arresto, mi sta bene. Liberissimi di farlo.
Perchè però farlo solo verso i parlamentari e non verso tutti gli indagati, i rinviati a giudizio e i carcerati non ancora condannati?
Rilancio: perchè allora non prevedere che si va in carcere solo a condanna definitiva?
Il povero cittadino (povero nel senso materiale e morale del termine) che non si trova a essere parlamentare, se viene trovato in possesso di stupefacenti finisce in carcere; lo stesso gli accade se viene accusato di associazione a delinquere, di affiliazioni alle mafie, di aggressione, ecc..
Per un parlamentare invece ciò non succede.
Perchè non porre tutti sullo stesso piano? Perchè si è garantisti verso i parlamentari e menefreghisti verso tutti gli altri cittadini?
Le risposte possibili, a mio parere, son due; una data dal Manzoni qualche decennio fa, l'altra pensata da me.
La prima: lupo non mangia lupo. Punto.
La seconda: gli idioti siamo noi cittadini che per ignoranza, stupidità o anche per un brevissimo posto al sole, continuiamo a votare, votarli e avvallare il loro gioco prettamente autoreferenziale.
Ecco perchè l'Italia del 2012 è uguale a quella del 2011 e di tutti gli anni precedenti: prima esisteva una legge per i ricchi e una legge per i poveri; oggi pure.
