Uno dei grandi problemi dell'Italia e, a parer mio, della società capitalista moderna, è il lavoro. O meglio, la mancanza di nuovo lavoro per chi man mano entra nel mercato del lavoro, appunto.
Ora, una delle contraddizioni che pervade il mercato del lavoro è quella che il lavoro viene offerto solo ed esclusivamente ai lavoratori ma con contratto a progetto o stagisti. Quindi, si tratta solo di rapporti lavorativi a termine e per brevi periodi. Tre o sei mesi.
Alla scadenza il lavoratore viene licenziato. O meglio, non viene confermato, salvo poi essere richiamato poco tempo dopo con un nuovo contratto a termine; o salvo chiamare un altro lavoratore e offrirgli sempre il solito contratto a termine.
Caratteristica principale del contratto a termine: livello basso di retribuzione (addirittura lo stage è gratuito).
Pro per il datore di lavoro: disponibilità del lavoratore e minima spesa alla voce "forza lavoro"; pochi contributi da versare e ottimo rapporto produzione/salario.
Contro per il lavoratore: precarietà del posto di lavoro e instabilità delle più essenziali qualità di vita.
E allora, a chi conviene prendere un lavoratore con un contratto a tempo indeterminato o comunque per un lasso di tempi più lungo di 6 mesi?
Nessun datore di lavoro, a queste condizioni, andrebbe contro i propri interessi e vantaggi (salvo le dovute eccezioni).
Come se ne esce?
Io una prima soluzione, piuttosto semplice e (forse) economicamente fattibile, ce l'avrei: prevedere un maggiore costo del lavoro a termine rispetto al contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Io ammetterei un breve periodo di apprendistato ma al tempo stesso poi prevederei l'obbligo per il datore di lavoro di assumere quel lavoratore/stagista che ha risposto bene alla prova; in caso contrario, e solo per determinati motivi di estrema gravità, quali (insubordinazione grave, assenteismo, incompatibilità con le mansioni affidate) può essere concessa un'altra prova di apprendistato ma ad altro lavoratore, visto che il primo si era rivelato non adatto.
Quindi, prevedendo un maggiore costo per i lavoratori a termine rispetto a quelli a tempo indeterminato, i datori di lavoro sarebbero costretti a dare stabilità ai lavoratori per ottenerne convenienza.
Domanda: cosa ostacola ciò?
Domanda: cosa ostacola ciò?


