martedì 15 novembre 2011

Contraddizioni italiche: il popolo padano

Il primo vero post di questo blog lo dedico ad una delle tante contraddizioni che regnano in Italia: la Lega Nord e il popolino padano.
Mi spiego meglio.
Credo che già l'esaltazione di un popolino nel definirsi un popolo autonomo all'interno di uno Stato unitario e sovrano, sia indice di schizofrenia, pazzia e una buona dose di disconnessione dalla realtà.
Se a questo poi si aggiunge la ormai ventennale autodeterminazione padana nel farsi prendere in giro (per non essere volgare uso questo termine) dai loro stessi rappresentanti politici, allora si rasenta l'assurdo, si cade a piè uniti nella contraddizione.
Da vent'anni ormai, infatti, siedono sugli scranni di Palazzo Montecitorio e di Palazzo Madama, orde di gente padana, che si professa padana, col il loro bel fazzoletto verde, la camicia verde, le calze verdi, le mutande verdi e, alcuni, gli occhi verdi, che al grido Padania Libera! Roma Ladrona, prendono per il c(bip!) i loro stessi elettori perchè essi con Roma Ladrona ci campano, prendono i loro lauti stipendi e non fanno nulla, proprio nulla, per perseguire gli ideali (irreali) della Lega.
Da vent'anni parlano di secessione, di Parlamento della Padania.. In quest'ultimo governo Berlusconi poi si è addirittura giunti alla propaganda dei ministeri dislocati a Monza e dei professori del Nord che hanno diritto di prelazione sulle cattedre disponibili al Nord; salvo poi non concretizzare nulla (per fortuna direi, così l'Italia almeno conserva una parvenza di nazione seria!); e la gente continua a votarli.
E continua a votarli nonostante il leader della Lega Nord, Bossi, con la politica ci campa da una vita e ha dato una sistemazione a tutta la sua famiglia: moglie, fratelli, cugini e figli.
Ad esempio, il figlio di Umberto, agli annali Renzo (Trota per gli amici) è stato fatto eleggere nel consiglio della Regione Lombardia, con uno stipendio annuo netto di circa €150.000,00... E pensare che il Trota ha dovuto ripetere per 3 volte la maturità in una scuola privata.. Si vede che si era affezionato ai professori!
Ebbene, il popolino padano continua a votare questa gente che poi usa questi voti per trovare sistemazione per famiglia e affini.
Non è una contraddizione questa?
E che dire della politica in generale italiana che permette a questi signori padani di essere per un verso onorevoli, senatori o ministri della Repubblica Italiana e per altro e contemporaneo verso urlare nei comizi e nelle sagre popolane: Padania Libera, Secessione e Roma Ladrona?
Nulla, meglio non dire nulla, altrimenti potrei correre il rischio di compiere un reato: vilipendio allo Stato e alle sue cariche istituzionali.
Povera patria, cantava Franco Battiato..

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